Guardando questo breve e bellissimo film di animazione mi è tornato alla mente un autore di cui ho recentemente letto alcuni libri. Si tratta di Carl Rogers.

Una breve premessa prima di procedere: l’ambito in cui si pone l’opera di Rogers è quello della relazione di aiuto alla persona. La sua attività si è svolta tra gli anni ’30 e gli anni ’80 del ventesimo secolo.
L’approccio di Rogers è basato sull’idea che la persona ha in sé i presupposti per realizzarsi costruttivamente. Rogers la chiama “tendenza attualizzante”, e significa che ogni persona ha dentro di sé le risorse per stare meglio.
È significativa a questo proposito la “battaglia” contro la psicologia behaviorista che Rogers cita come uno dei capisaldi della sua vita professionale. Rogers definisce la psicologia behaviorista come condizionata dalla convinzione

…che l’ambiente, che è parte di una sequenza causale, è l’unica determinante del comportamento individuale, che è a sua volta ancora un’indistruttibile catena di cause ed effetti.

Un modo di essere / Rogers, Carl R.. – 1993 / Martinelli & C.. – Firenze, p. 52

Invece, continua Rogers,

La mia esperienza nella terapia e con i gruppi mi rende impossibile negare la realtà e l’importanza della scelta umana (…). Così, per me, l’approccio umanistico è il solo possibile.

Un modo di essere / Rogers, Carl R.. – 1993 / Martinelli & C.. – Firenze, p. 52

In altre parole, secondo Rogers, la persona può scegliere di attivare liberamente le sue risorse e non è condizionata necessariamente dall’ambiente. Anzi, nella relazione con un’altra persona in cui si è ascoltati, capiti, accettati profondamente la persona è facilitata a scegliere di agire anche in contrasto con i condizionamenti vissuti fino a quel momento.
Rogers è convinto che ognuno abbia dunque una predisposizione naturale all’autorealizzazione e che per raggiungerla pienamente ci sia bisogno di essere ascoltati dall’altro. È a questo punto che si può scegliere liberamente di agire anche in modo difforme da scelte passate o condizionate dall’ambiente.

Mi sembra che proprio questo sia quello che accade in Alike: 8 minuti del tuo tempo, ben speso, e con un finale positivo.


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