Credo sia una vera impresa: io stesso l’ho studiata poco, ma sto rimediando.

La scuola riesce ad interessare i ragazzi alla storia? Domanda aperta. Occorre che siano gli adulti prima di tutto ad appassionarsi ad essa.

Di recente ho approfondito per motivi personali le due guerre mondiali. Il mio metodo di studio, oggi, è diverso da un tempo. Studio nel silenzio della biblioteca, circondandomi di libri, ma anche davanti al computer. Ci sono degli eccellenti video, come le sintesi di Rai Storia sulla Prima Guerra Mondiale. Sono perfetti per chi ha la memoria visiva: aiutano a fissare eventi e concetti.

Memoriale Veneto della Grande Guerra a Montebelluna (TV). Foto Enrico Belli.

Una piccola proposta: facciamo in modo che lo studio della storia sia collegato ad esperienze memorabili insieme ad adulti appassionati.

Quattro esempi.

  1. I video del prof. Alessandro Barbero;
  2. Il Memoriale Veneto della Grande Guerra a Montebelluna (Treviso);
  3. Una escursione sulle Dolomiti a visitare le trincee della Grande Guerra;
  4. Ricreare battaglie famose con i mattoncini Lego.

Ecco, ad esempio, il video del prof. Barbero al Festival di Sarzana che racconta come è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale.

Godibilissimo: un vero spettacolo, perché lui è un appassionato.

Il Memoriale Veneto della Grande Guerra a Montebelluna

Inaugurazione MEVE

Inaugurato nel novembre 2018 (è quindi recentissimo), racconta per temi la Prima Guerra Mondiale partendo dal territorio che ha subito la gran parte delle battaglie. Il Memoriale Veneto della Grande Guerra è a Montebelluna, Treviso, città allora nelle immediate retrovie del fronte del Piave. Da questo Memoriale è possibile poi scoprire molti altri siti visitabili nei dintorni (in tutto il Veneto sono stati censiti oltre 1.400 siti collegati alla Grande Guerra).

La Prima Guerra Mondiale ha prodotto degli effetti visibili ancora oggi, è la tesi della sala finale del Memoriale Veneto. Foto Enrico Belli.

Originale il progetto espositivo: mostra la distribuzione sul territorio delle infrastrutture logistiche di guerra, racconta gli effetti dei cambiamenti di fronte, alcuni visibili ancora oggi, e ridimensiona la retorica sulla guerra “di redenzione”. Pensavo certe espressioni roboanti fossero un retaggio delle epoche nazionaliste e per questo sono rimasto sorpreso leggendo un testo del 2010, di cui riporto un brano.

ZONE MONUMENTALI DI GUERRA
Individuazione delle zone monumentali di guerra
(…) a consacrazione nei secoli della gratitudine della Patria verso i figli che per la sua grandezza vi combatterono epiche lotte nella guerra di redenzione 1915- 1918, le seguenti zone, scelte fra quelle più legate a immortali fasti di gloria, sono dichiarate monumentali e costituiscono demanio culturale gestito dal Ministero della difesa:

Articolo 252 del D. Lgs. 66/2010.

Come si fa – nel 2010 – a chiamare “di redenzione” una guerra che ha causato 6 milioni di morti solo in Italia?

Il Memoriale Veneto della Grande Guerra non cade in questa trappola: nella sala 6 cita – ben visibile – la frase di Giovanni Papini che diceva grossomodo: “Siamo in troppi; facciamo la guerra perché serve ad eliminare gli antipatici”.

Simpatico lui.

Una delle sale affrescate del Memoriale Veneto a Montebelluna. Foto Enrico Belli

Credo quindi che per interessare i giovani alla storia occorra anche ripulire dalla retorica la narrazione storica, e il Memoriale Veneto della Grande Guerra assolve molto bene lo scopo.

Escursione sui luoghi della Grande Guerra nelle Dolomiti

Cito solo due itinerari sui luoghi della Grande Guerra che trovi documentati nel sito VacanzeDolomiti.com: il Monte Rite e la zona delle Cinque Torri.

Per la sua posizione panoramica, durante la Grande Guerra, il Monte Rite era stato scelto dall’Esercito Italiano come Forte di artiglieria. Da qui gli italiani cannoneggiavano il fronte Austro-Ungarico posizionato sulle Tofane. Oggi ci godiamo il sole, magari un piovasco. Ma allora piovevano bombe.

Sulla cima del Monte Rite, Dolomiti. Foto Enrico Belli

Nell’area delle Cinque Torri si sviluppano le trincee della Grande Guerra, in parte ricostruite e percorribili come Museo all’aperto: dei pannelli descrittivi in tre lingue illustrano al visitatore tutta l’area.

Il percorso è realizzato ripristinando trincee, camminamenti, punti di osservazione, e con l’allestimento di scene di guerra con figure umane in vetroresina ad altezza reale.

Ricreare battaglie famose con i mattoncini Lego

Un notevole video (in inglese) di Brickmania

Il video qui sopra riportato è una animazione realizzata interamente con mattoncini Lego. È stato realizzato per scopi pubblicitari (in Germania esiste una società che riproduce fedeli modelli di armamenti militari storici con i mattoncini Lego). Ma naturalmente non è necessario arrivare a questo livello di dettaglio.

Eccone un altro sulla battaglia di Ypres:

Che dire? Spazio alla creatività.


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *