Settembre: le vacanze sono finite...

Settembre: le vacanze sono finite… (foto dell’autore)

È arrivato il mese di Settembre e sono finite le vacanze quasi per tutti. Ogni anno mi prende una sottile angoscia: come farò a gestire la ripresa del ritmo casa-scuola-lavoro? Tanto più che quest’anno è un anno di svolta: ho una figlia o un figlio in tutte le scuole della Repubblica: il piccolo alla scuola dell’infanzia, un’altra alle scuole elementari, un’altra alle medie, il secondo al Liceo scientifico e la grande comincia l’Università. Per non farci mancare nulla, mia moglie ha appena aperto un asilo nido in famiglia… nel mio soggiorno, che si riempirà quindi di un’altra manciata di piccoli frugoletti.
Ci sarebbero tutti i motivi per un attacco di panico.

In realtà, anno dopo anno, penso di aver trovato l’antidoto per superare questo momento di particolare impegno. Quale? A casa Belli abbiamo (quasi) imparato a delegare. All’inizio però non è stato per niente facile. Ricordo che un giorno di 8 anni fa…

Delegare è (quasi) naturale. E aiuta a ripartire a Settembre.

È sabato pomeriggio di 8 anni e due figli fa, e per domenica aspettiamo parenti. Decidiamo quindi di presentarci con una casa ordinata. Beh, non possiamo fare tutto noi, dico a mia moglie: occorre delegare.

Mia moglie mi guarda perplessa ma non si oppone. Vado in camera dei ragazzi, do una occhiata in giro, e dico secco sfoderando la mia autorità: “Cos’è questo disordine, mettete subito tutto a posto!”. E me ne vado.
Il nostro secondogenito, all’epoca 8 anni, annuisce. Rimasto nella stanza con sua sorella, decide di partire da un elemento semplice, e in parte attraente: riordinare i fumetti. Si avvicina ciondolando alla libreria: guarda lo scaffale da sinistra a destra e da destra a sinistra, come per cercare una idea su come cominciare. Dai dorsi allineati emerge un Topolino di un verde brillante, mai notato prima. Ma l’ho letto o no questo Topolino, pensa tra sè e sè. Allunga il braccio, lo prende e consulta la copertina: pare di no. Nel dubbio comincia a leggerlo per fare una verifica approfondita. E così via, uno dopo l’altro.

Foto Loren Kerns @ Flickr

Torno dopo un bel pezzo aspettandomi di trovare la camera riordinata e noto invece lui seduto sul pavimento, con tutti i fumetti sparsi intorno, tranquillamente immerso nella lettura. Mi arrabbio: “Ma cosa stai facendo, ti avevo detto di riordinare, non di leggere fumetti”.
Lui mi guarda sbalordito: “Ma io sto riordinando i fumetti”. Cosa vorrà dire “ordine” se non fare una suddivisione tra fumetti letti e fumetti non ancora letti? Così poi so a colpo d’occhio cosa leggere, mi avrebbe spiegato più tardi.

Suggerimento n.1

Non pensare che i tuoi figli ragionino al tuo stesso modo: quello che hai in mente tu non si trasferisce telepaticamente.

Cosa ho imparato

Il lavoro domestico in una famiglia numerosa è complesso, è giusto che i bambini aiutino i genitori. Fin qui il principio non fa una piega. Ma questo episodio mi fece capire di essere ancora impreparato a coprire la distanza tra la mia visione di adulto e quella dei bambini. Mio figlio non aveva ricevuto indicazioni di come riordinare la camera. Stava applicandosi nel compito che gli avevo dato con le informazioni e il tempo che aveva a disposizione. Lui stava riordinando i fumetti. Con un suo metodo e con i suoi tempi. Quello che avevo in mente io non gli era stato trasmesso per telepatia: per me riordinare significava fare tutto in 20 minuti senza distrarsi a leggere, ed era il risultato di una esperienza che lui non aveva ancora fatto.

Cosa non ho mai saputo

Mi è rimasta però una curiosità che solo tu, figlio mio, puoi soddisfare: i fumetti che hai letto per verificare se non li avevi ancora letti, li metti nel gruppo di quelli ancora da leggere? Vorrei proprio saperlo…

Photo credit Gerry Thomasen @ flickr

Photo credit Gerry Thomasen @ flickr

Cosa è accaduto poi

Ho cominciato a fare le cose insieme ai miei figli, in modo che mi vedano agire e così diano un senso preciso alle indicazioni che do loro. Così, un po’ alla volta, posso delegare dei compiti più complessi. Ad esempio: posso lavare la macchina mentre taglio l’erba del giardino.

Ma di questo parlerò diffusamente nel libro “Come gestire una famiglia numerosa”.


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