In un mio precedente post dello scorso mese di Ottobre 2013 (Lettera aperta a MariaChiara Carrozza, Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca) chiesi all’allora Ministro dell’Istruzione di mettere fine alla poca chiarezza di alcune scuole che chiedevano contributi volontari alle famiglie facendoli passare per tasse obbligatorie.

Infatti, la volontarietà del contributo non era dichiarata, ad esempio, nelle circolari n. 41 del 26 Settembre 2013 (circolare 41_2013-14)  e n. 53 del 1/10/2013 (circolare 53 2013-14 ) dell’istituto comprensivo frequentato dai miei figli.

Così, in data 5 Ottobre 2013 scrissi al Ministro Carrozza e all’Ufficio scolastico regionale.

Scrissi per chiedere, semplicemente, che l’istituto comprensivo applicasse  la circolare  MIUR 312/2012.
Strana situazione, peraltro, che un cittadino debba chiedere ad un ufficio periferico dello stato l’applicazione di una direttiva dell’amministrazione centrale.

In quella circolare Il Capo Dipartimento del Ministero dell’Istruzione richiamava le Istituzioni scolastiche a chiarire:
1.  volontarietà del contributo
2. detraibilità dalla dichiarazione dei redditi
3. destinazione delle somme raccolte con “trasparenza

In data 25 Novembre 2013 l’Ufficio scolastico regionale rispondeva alla mia sollecitazione spiegando che aveva svolto una propria indagine in merito e, pur con linguaggio burocratico e altezzoso, non smentiva che il contributo scolastico fosse di natura assolutamente volontaria.

Nella lettera il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto, Giorgio Corà, mi rispondeva – tra l’altro – che

In ordine all’aspetto della graduazione è peraltro appena il caso di osservare che, stante la natura volontaria del contributo [ il grassetto è redazionale ], nulla vieta alle famiglie numerose che ritengano di non poter sostenere per intero la cifra richiesta, di decidere, in autonomia, per una contribuzione parziale…

Piccolo particolare: in tutte le circolari fino a quel momento diramate dalla scuola non era precisata la natura volontaria del contributo.

Finalmente, per l’anno scolastico 2014-2015, usciva nel mese di marzo 2014, una circolare completa anche di questa informazione. Eccola: circolare 14/2014

Ora, ci avrò messo oltre due anni per ottenere questo risultato ma ce l’ho fatta.

Perché desidero renderlo pubblico?
Perché credo nella scuola e stimo le persone che ci lavorano; credo che alla scuola occorra dedicare tempo ed energie, ma ad una condizione.
La condizione è che occorre agire nella verità : non si può essere una comunità educante se gli adulti per primi usano ambiguità di prassi e di linguaggio tra loro. I ragazzi se ne accorgono subito e ne traggono le conseguenze.

Per questo stimo molto anche il dirigente scolastico attuale che, pur subendo una situazione di cui non aveva responsabilità, ha agito in modo da rispondere alla nuova situazione con determinazione e creatività.

Concludo con un paio di osservazioni. La prima, che, ancora oggi, molti non sanno che il contributo è volontario (e non parlo di naufraghi su isole deserte ma di affermati professionisti, addirittura giornalisti, che quando racconto questa vicenda cadono dalle nuvole). La seconda, che il merito di aver “scoperchiato” questo argomento va all’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, che continua a monitorare la situazione in diverse scuole d’Italia.

Categorie: DenaroScuola

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