L’idea del titolo “Una famiglia per amico” mi è venuta nel mese di settembre, mentre, una domenica mattina, ero a lezione. Proprio così: un fine settimana al mese, mia moglie Ines ed io frequentiamo un corso per diventare Consulenti familiari e di coppia. È organizzato da CECOFeS – Centro di Consulenza Familiare e Scuola di Formazione Raffaello Rossi, una Scuola di formazione riconosciuta dall’ AICCeF, Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Famigliari) di Bologna, diretta dal prof. Raffaello Rossi, e dall’Associazione Nazionale delle Famiglie Numerose.

Il corso dura tre anni e, dopo un altro anno di tirocinio, potremo essere ammessi all’esame di diploma. Oltre all’interesse per l’obiettivo finale, il corso ci soddisfa molto già ora, perché ci apre a nuove conoscenze, esperienze e prospettive sul tema educativo.

Quella domenica di settembre, dunque,  il tema era “Io e il tempo”. Dopo dei moduli  teorici, il metodo prevede sempre delle attività a gruppi.

Durante queste relazioni ho notato che riesco sia a seguire gli interventi che un flusso di pensieri miei che emerge da chissà dove (o quando). Il prof. lo chiama pensiero divergente: fare due cose contemporaneamente. Tipico degli alunni che mentre seguono la lezione scarabocchiano un foglio o sfogliano un libro (vale solo per quelli che poi sanno dire di cosa si parlava!). Chissà come, la mia mente stava ripensando alla gimkama della vita che mi aveva portato là.

Due settimane prima avevamo partecipato all’Assemblea Nazionale delle Famiglie Numerose a Bellaria. Avevamo seguito una giornata di convegno dal titolo: “Il tesoro nascosto: educazione orizzontale nella famiglia numerosa – Il valore aggiunto delle relazioni tra fratelli e sorelle”. La sintesi è che in una famiglia numerosa si cresce con molti  stimoli, si diventa più socievoli, più empatici.

Ci ha fatto sopra una ricerca l’Università Cattolica, una cosa seria. Hanno intervistato anche nostra figlia Elena. Una delle relatrici aveva commentato:

“Anche chi non cresce in una famiglia numerosa, può trovare appoggio e stimoli nei figli di famiglie numerose, magari incontrandoli a scuola”.

Ho ripensato alla mia famiglia di origine e alla mia famiglia attuale ed ho concluso: che fortuna, ho sempre avuto una famiglia per amico.

“Può darsi ch’io non sappia cosa dico”

cantava Lucio Battisti nella mia mente,

“scegliendo una famiglia per amico, ma il mio mestiere è vivere la vita…”

Il mio augurio quindi è che tutti possano trovare una famiglia per amico, formandone una, oppure rivalutando quella di origine, o trovandone una come vicina di casa, non importa. E mi auguro che sia, come dice la canzone,

“forte e debole compagna, che qualche volta impara, a volte insegna”.

Così, dato che non so scrivere canzoni come Mogol, ho realizzato questo sito internet. 

Buona lettura!